Tra shock e normalità: la vera reazione dei portafogli multi asset

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Cari lettori,

E' passato poco più di un mese dalla prima edizione straordinaria del 2026. Era il 5 marzo.

L’obiettivo di questo aggiornamento è offrirvi una chiave di lettura per interpretare ciò che sta accadendo, utilizzando un framework che applico da oltre quindici anni e che considero particolarmente utile proprio nei momenti di incertezza.

Si tratta di un approccio costruito su anni di studio della letteratura finanziaria e di esperienza sul campo. Un metodo semplice nel principio, ma rigoroso nelle fondamenta.

Con stima,
Elisabetta

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     COSA STA SUCCEDENDO IN BREVE?

  • La crisi in Medio Oriente si è spostata da una fase di escalation militare a una fase più instabile e negoziale. Sono in corso contatti diplomatici, con tregue parziali e violazioni sporadiche, ma il livello di tensione resta elevato.

  • Lo Stretto di Hormuz resta il nodo centrale della crisi. Dopo gli attacchi di fine febbraio, il traffico è crollato da circa 140 navi al giorno a quasi zero nel giro di pochi giorni, non tanto per i danni fisici quanto per il collasso del mercato assicurativo marittimo.
  • I premi per il rischio guerra sono saliti rapidamente fino a circa il 5% del valore della nave, rendendo economicamente non sostenibile il transito e di fatto bloccando lo stretto. Anche oggi i flussi restano molto ridotti e irregolari rispetto ai livelli pre-crisi.
  • Sul piano macro, il rischio si è trasformato. da shock improvviso a pressione più persistente su inflazione, costi di trasporto e crescita globale.

            COSA DICONO I MEDIA?

 

  • Oil retreats as diplomacy gains ground, but Hormuz risks persist
    (Financial Times)

  • From shock to stalemate: markets adjust to a prolonged Middle East crisis
    (Bloomberg)

  • Markets calm, but energy risks remain embedded
    (The Guardian)

  • Oil volatility grips markets as Hormuz crisis deepens
    (CNBC)

  • Investors shift focus from escalation to long-term economic impact

    (Associated Press)

COME ANALIZZO LA SITUAZIONE?

 Vediamo qual è il quadro che emerge attraverso il modello che utilizzo, applicato alle attuali giornate turbolente.

👉 Nel momento di maggiore tensione a fine marzo, i portafogli ben diversificati hanno registrato un drawdown contenuto e coerente con una normale fase di mercato

👉A ieri, giovedì 16 aprile, questo drawdown si è pressoché riassorbito

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Il grafico a seguire mostra i drawdown cumulativi (linea blu) del modello multi asset Rischio Alto dal 2010 ad oggi. Per il 2026 è composto dal 31% di azioni globali, 55% di obbligazioni, 14% in investimenti alternativi ( REITs, Commodities, Private Equity e Hedge Funds) e per il 2% in liquidità. Il drawdown è di -2.8% al momento.

Per entrare in territorio di turbolenza il drawdown dovrà essere superiore al -4.10%.

Le linee colorate mostrano il risultato delle analisi di rischio ex-ante circa le perdite massime che tale modello può subire ogni anno "in qualsiasi momento di mercato". La linea verde indica uno scenario di mercato “normale”, la linea rosa rappresenta un contesto di turbulenza e la linea viola riflette lo scenario più estremo, quello dell’“armageddon”. Il punto di minimo si è toccato a fine mese con un -2.6%. A ieri, 16 aprile questo drawdown si è completamente riassorbito.

Nonostante il contesto geopolitico e la volatilità dei mercati, i portafogli ben diversificati si sono mossi all’interno di un intervallo di rischio atteso.

 

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Citazione del Mese

Diversification is the only free lunch in finance.
— Harry Markowitz


© Copyright, 2026,Elisabetta Basilico,PhD,CFA

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