Edizione Straordinaria n.3: Siamo ancora in una zona di "normalità"

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Cari lettori,

Eccoci al terzo aggiornamento straordinario durante l'attuale crisi geopolitica.

L’obiettivo è offrirvi una chiave di lettura per interpretare ciò che sta accadendo, utilizzando un framework che applico da oltre quindici anni e che considero particolarmente utile proprio nelle fasi di maggiore incertezza.

Questo approccio nasce da anni di studio della letteratura scientifica sui mercati finanziari. È un metodo che mi accompagna da sempre. Tutto ciò che non poggia su basi solide e rigorose non mi ha mai convinta.

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Con stima,
Elisabetta


     COSA STA SUCCEDENDO IN BREVE?

  • Nel weekend la crisi ha raggiunto un nuovo picco con un ultimatum di 48 ore degli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, accompagnato dalla minaccia di colpire infrastrutture energetiche iraniane. Nelle ultime ore, però, l’amministrazione americana ha annunciato una pausa di cinque giorni nelle operazioni militari, aprendo a possibili negoziati.

  • Il cambio di tono ha avuto un impatto immediato sui mercati. Dopo aver toccato circa 113 dollari al barile venerdì, il Brent è sceso rapidamente sotto i 100 dollari, con movimenti giornalieri tra i più ampi dall’inizio della crisi.

  • Il calo riflette un ridimensionamento del rischio di uno shock immediato sull’offerta energetica, più che una normalizzazione della situazione. Le infrastrutture restano danneggiate e i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a operare in condizioni fragili.

    Anche i mercati finanziari hanno reagito rapidamente. Dopo le vendite dei giorni precedenti, i futures azionari statunitensi sono rimbalzati con forza, mentre asset rifugio come oro e Treasury hanno parzialmente invertito i movimenti recenti.


            COSA DICONO I MEDIA?

 

  • Oil tumbles below $100 as Trump pauses Iran strike threat, markets rebound
    (New York Post)

    Stocks surge, oil slides as geopolitical tensions show signs of easing
    (Reuters)

    Wall Street whipsawed by oil shock and Middle East tensions
    (Financial Times)

    From panic to relief: markets swing as Iran crisis enters new phase
    (Bloomberg)

    Oil volatility grips markets as Hormuz crisis deepens
    (CNBC)


COME ANALIZZO LA SITUAZIONE?

 Vediamo qual è il quadro che emerge attraverso il modello che utilizzo, applicato alle attuali giornate turbolente.

👉A venerdì 20 marzo, per i portafogli ben diversificati, continuiamo ad essere ancora in un contesto di oscillazioni "normali", ovvero quelle che possono verificarsi in qualsiasi momento all’interno dei cicli di mercato.

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Il grafico a seguire mostra i drawdown cumulativi (linea blu) del modello multi asset Rischio Alto dal 2010 ad oggi. Per il 2026 è composto dal 31% di azioni globali, 55% di obbligazioni, 14% in investimenti alternativi ( REITs, Commodities, Private Equity e Hedge Funds) e per il 2% in liquidità. Il drawdown è di -2.8% al momento.

Per entrare in territorio di turbolenza il drawdown dovrà essere superiore al -4.10%.

Le linee colorate mostrano il risultato delle analisi di rischio ex-ante circa le perdite massime che tale modello può subire ogni anno "in qualsiasi momento di mercato". La linea verde indica uno scenario di mercato “normale”, la linea rosa rappresenta un contesto di turbulenza e la linea viola riflette lo scenario più estremo, quello dell’“armageddon”. Alla data del 12 marzo 2026, il drawdown registrato è minimo.

 

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Citazione del Mese

"Far more money has been lost by investors trying to anticipate corrections than in the corrections themselves.”
Peter Lynch


© Copyright, 2026,Elisabetta Basilico,PhD,CFA

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