Edizione straordinaria n.2

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Cari lettori,

Eccoci al secondo aggiornamento straordinario durante l'attuale crisi geopolitica.

L’obiettivo è offrirvi una chiave di lettura per interpretare ciò che sta accadendo, utilizzando un framework che applico da oltre quindici anni e che considero particolarmente utile proprio nelle fasi di maggiore incertezza.

Questo approccio nasce da anni di studio della letteratura scientifica sui mercati finanziari. È un metodo che mi accompagna da sempre. Tutto ciò che non poggia su basi solide e rigorose non mi ha mai convinta.

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Con stima,
Elisabetta


     COSA STA SUCCEDENDO IN BREVE?

  • L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran ha continuato ad intensificarsi nelle ultime settimane, trasformandosi in uno dei principali fattori di rischio geopolitico globale. Dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro obiettivi militari e nucleari iraniani a fine febbraio, Teheran ha risposto con attacchi missilistici e droni contro infrastrutture militari e commerciali nella regione, ampliando il conflitto e coinvolgendo indirettamente diversi paesi del Golfo.

 

  • Il conflitto ha aumentato significativamente l’incertezza geopolitica e alimentato il timore di un allargamento delle ostilità in Medio Oriente, con attacchi e tensioni che stanno interessando anche le rotte marittime e le infrastrutture energetiche della regione.

 

  • Uno dei principali punti di attenzione riguarda lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico da cui transita circa il 20% dell’offerta globale di petrolio e gas naturale liquefatto. Le tensioni militari e gli attacchi contro navi commerciali hanno rallentato drasticamente il traffico marittimo e, in alcune fasi, portato a una quasi paralisi delle spedizioni energetiche attraverso questo snodo fondamentale.

 

  • Le conseguenze sui mercati energetici sono state immediate. Dopo un primo rialzo sopra gli 80 dollari al barile nei primi giorni del conflitto, il prezzo del Brent ha superato i 100 dollari, alimentando timori di nuove pressioni inflazionistiche a livello globale. Un indice ben diversificato di commodities rende circa +26% YTD.

            COSA DICONO I MEDIA?

 

  • Oil jumps to $100 a barrel, stocks sink as Hormuz crisis deepens”
    (Wall Street Journal – Markets coverage)

 

  • “Dow falls over 700 points, oil hits $100 as Hormuz blockade fears mount”
    (New York Post)

  • “Largest supply disruption in oil market history as Middle East war pushes crude above $100”
    (The Guardian)

 

  • “Wall Street tumbles as oil spikes to $100 amid Iran conflict”
    (Times of India – Markets)

 


COME ANALIZZO LA SITUAZIONE?

 Vediamo qual è il quadro che emerge attraverso il modello che utilizzo, applicato alle attuali giornate turbolente.

👉A ieri 12 marzo, per i portafogli ben diversificati, continuiamo ad essere ancora in un contesto di oscillazioni "normali", ovvero quelle che possono verificarsi in qualsiasi momento all’interno dei cicli di mercato.

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Il grafico a seguire mostra i drawdown cumulativi (linea blu) del modello multi asset Rischio Alto dal 2010 ad oggi. Per il 2026 è composto dal 31% di azioni globali, 55% di obbligazioni, 14% in investimenti alternativi ( REITs, Commodities, Private Equity e Hedge Funds) e per il 2% in liquidità. Il drawdown è di -1,5% al momento.

Per entrare in territorio di turbolenza il drawdown dovrà essere superiore al -4.10%.

Le linee colorate mostrano il risultato delle analisi di rischio ex-ante circa le perdite massime che tale modello può subire ogni anno "in qualsiasi momento di mercato". La linea verde indica uno scenario di mercato “normale”, la linea rosa rappresenta un contesto di turbulenza e la linea viola riflette lo scenario più estremo, quello dell’“armageddon”. Alla data del 12 marzo 2026, il drawdown registrato è minimo.

 

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Citazione del Mese

"Far more money has been lost by investors trying to anticipate corrections than in the corrections themselves.”
Peter Lynch


© Copyright, 2026,Elisabetta Basilico,PhD,CFA

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