Edizione Straordinaria: Tra turbolenza e armageddon: dove siamo davvero?

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Cari lettori,

come già accaduto in passato nei momenti di maggiore turbolenza dei mercati, vi scrivo con una frequenza superiore a quella abituale trimestrale.

L’obiettivo è offrirvi una chiave di lettura per interpretare ciò che sta accadendo, utilizzando un framework che applico da oltre quindici anni e che considero particolarmente utile proprio nelle fasi di maggiore incertezza.

Questo approccio nasce da anni di studio della letteratura scientifica sui mercati finanziari. È un metodo che mi accompagna da sempre. Tutto ciò che non poggia su basi solide e rigorose non mi ha mai convinta.

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Con stima,
Elisabetta


     COSA STA SUCCEDENDO IN BREVE?

  • L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran ha riacceso le tensioni in Medio Oriente dopo gli attacchi contro obiettivi iraniani e le successive ritorsioni di Teheran contro basi e interessi occidentali nella regione. Il conflitto ha aumentato l’incertezza geopolitica globale e riaperto il rischio di un allargamento delle ostilità nell’area.

 

  • Uno dei principali timori riguarda il possibile blocco o rallentamento dello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Interruzioni prolungate delle spedizioni energetiche potrebbero spingere il prezzo del petrolio verso livelli molto più elevati, con ricadute sull’inflazione globale.

 

  • I mercati finanziari hanno reagito con forte volatilità. Il petrolio è salito rapidamente sopra gli 80 dollari al barile, mentre le borse globali hanno registrato movimenti bruschi e una rotazione verso asset difensivi come energia, difesa e beni rifugio.

            COSA DICONO I MEDIA?

 

  • Stocks slide, oil climbs on fears of an energy shock from the Iran conflict.”
     guerra → shock energetico → mercati sotto pressione.

  • “US futures slide as retaliatory strikes from Iran rattle markets.”
    I futures USA scendono mentre gli attacchi di ritorsione scuotono i mercati.

  • “Global stock markets slump as Middle East war drives gas prices to three-year highs.”
    Borse globali in caduta mentre il conflitto spinge l’energia ai massimi.

  • “Iran conflict spurs rebound in U.S. borrowing costs.”
    Il conflitto riaccende i rendimenti e le paure di inflazione.

  • “Stocks tumble as Middle East conflict triggers energy shock.”
    Lo schema classico: guerra → petrolio → inflazione → sell-off.

  • “Wall Street opens lower as Middle East escalation rattles investors.”
    L’idea dominante è la “fuga dal rischio”.

  • “Stock markets bleed on US-Iran war fears.”
    "Il mercato azionario sanguina".

 


COME ANALIZZO LA SITUAZIONE?

 In questi momenti di forte agitazione nei mercati, scelgo consapevolmente di non farmi travolgere dal rumore di fondo mediatico. Preferisco invece dedicare tempo all’analisi dei dati e alla loro contestualizzazione all’interno di un framework rigoroso e testato.

Vediamo dunque qual è il quadro che emerge attraverso il modello che utilizzo, applicato alle attuali giornate turbolente.

👉A ieri 4 marzo, per i portafogli ben diversificati, eravamo ancora in un contesto di oscillazioni "normali", ovvero quelle che possono verificarsi in qualsiasi momento all’interno dei cicli di mercato.
Eppure, leggendo i titoli dei media, sembrava già di trovarsi in pieno scenario apocalittico.

Accadrà?

La verità è che non lo so. E nessuno può saperlo con certezza. Diffidate da chi propone previsioni assolute: i mercati sono sistemi complessi, e l’umiltà analitica è un dovere.

📌 Quello che possiamo fare, invece, è mettere in atto strategie per massimizzare la probabilità di proteggere e accrescere il nostro patrimonio, attraverso:

  • La definizione e il rispetto di un Investment Policy Statement (IPS), ovvero un documento guida che stabilisce obiettivi, orizzonte temporale, tolleranza al rischio e criteri di gestione del portafoglio. Una vera e propria "bussola" per orientarsi anche nei momenti di maggiore incertezza.
  • Una solida asset allocation, costruita su basi razionali e coerente con i propri obiettivi di lungo termine
  • La diversificazione reale, che va oltre il semplice numero di strumenti in portafoglio e tiene conto della correlazione tra asset
  • La gestione del rischio, con monitoraggio costante e strumenti di analisi ex-ante ed ex-post
  • La disciplina comportamentale, evitando reazioni emotive dettate dal panico o dall’euforia

Oggi, giovedì 5 marzo i mercati globali sono negativi in media dell'1%- 1.5%, a seconda dell'area geografica.

📩 Tornerò con un nuovo aggiornamento nei prossimi giorni.

Se preferite non attendere e desiderate un confronto diretto, non esitate a contattarmi per un approfondimento personalizzato.

Stay tuned. Stay well informed.

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Il grafico a seguire mostra i drawdown cumulativi (linea blu) del modello multi asset Rischio Alto dal 2010 ad oggi. Per il 2026 è composto dal 31% di azioni globali, 55% di obbligazioni, 14% in investimenti alternativi ( REITs, Commodities, Private Equity e Hedge Funds) e per il 2% in liquidità. Il drawdown è di 0,40% al momento.

Le linee colorate mostrano il risultato delle analisi di rischio ex-ante circa le perdite massime che tale modello può subire ogni anno "in qualsiasi momento di mercato". La linea verde indica uno scenario di mercato “normale”, la linea rosa rappresenta un contesto di turbulenza e la linea viola riflette lo scenario più estremo, quello dell’“armageddon”. Alla data del 4 marzo 2026, il drawdown registrato è minimo.

 

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Citazione del Mese

"Far more money has been lost by investors trying to anticipate corrections than in the corrections themselves.”
Peter Lynch


© Copyright, 2025,Elisabetta Basilico,PhD,CFA

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